Come chiama il Signore?


       Seguire Gesù, significa vivere la stessa vita di Gesù. Ossia una vita verginale, povera, obbediente.
- Ma perché Gesù chiama alcuni a seguirlo?
       Non c’è che una risposta: Gesù chiama soltanto alcuni, per una misteriosa predilezione d’amore.
Prima di chiamare, quindi, Gesù guarda e ama colui che vuol chiamare. Questo sguardo e questo amore sono un mistero del suo Cuore.
Gesù ama con infinito amore e vuole che anche noi arriviamo alla sua felicità infinita.
- Ma come arrivare a questa felicità d’amore divino, se non possedendo l’amore divino in pienezza di vita d’amore illimitato e totale?
       Ecco perché Gesù chiama i «suoi» a seguirlo sulla strada dell’amore verginale, totalitario, senza riserve. Questa strada è la sua stessa vita, è la sua stessa Persona, è Gesù stesso: «Io sono la via» (Gv 14,6).

- Ma come chiama Gesù?
      Di solito Gesù chiama i «suoi» nella maniera più semplice e naturale. Depone nel cuore del ragazzo o della fanciulla una sottile aspirazione, una tensione dolce alle cose di Dio, all’amore di Gesù, all’imitazione dei Santi e delle Sante, alla santità anche la più eroica.
Sarà poi la guida spirituale – sempre necessaria – a discernere e determinare sia la presenza di una reale vocazione.
       Nei giovani e negli adulti, invece, la vocazione si manifesta con aspirazioni più riflesse e meditate. Salvarsi l’anima dai pericoli del mondo, santificarsi, espiare i peccati propri e altrui, imitare perfettamente la vita di Gesù, voler essere apostolo per salvare le anime dei fratelli: sono tutte ispirazioni queste, e aspirazioni soprannaturali, l’una o l’altra delle quali si radica nella mente e nel cuore, sospingendo alla rinuncia al mondo per donarsi a Gesù e seguire Lui.
      Ogni vocazione ha una segreta molla ispiratrice…
      A volte, poi, Gesù chiama in modo imprevisto, occasionale, si direbbe quasi strano.
      Per qualcuno, invece, come per san Paolo apostolo, la chiamata del Signore è travolgente, si direbbe violenta: «La sua voce era simile al fragore di grandi acque» (Ap 1,15).
      Per ogni eletto, comunque, la chiamata del Signore è personale, tutta intima e segreta. È operazione d’amore divino. Esige apertura di cuore nell’accogliere il dono. Esige gratitudine umile e gioiosa: «Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?» (Sal 115,12). Esige generosità e prontezza della risposta a Colui che ama alcuni con amore di predilezione.
 


Giovane che leggi, rifletti. Forse Gesù ti ha già fatto sentire l’attrazione verso di Lui, verso la sua vita povera, verginale, obbediente.
Ma forse tu hai permesso alle tue passioni di soffocare quell’attrazione, per soddisfare le voglie dei sensi e le tendenze della natura verso le creature terrene. Apri gli occhi e il cuore. Non fare un cambio del genere.
È fatale! Fai ancora in tempo, prima che il Signore «si sdegni, e tu perdi la via» (Sal 2,12).
Se corrisponderai alla sua chiamata «sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio» (Is 62,3).