Il dono più grande

       La vocazione alla vita consacrata per il Regno dei cieli, quindi, è un dono speciale, un dono personale, un dono privilegiato concesso da Dio non ai più, ma ai meno. E nessuno può darselo da sé, perché «non voi avete scelto Me – dice Gesù – ma Io ho scelto voi» (Gv 15,16).
       Gesù, inoltre, ha magnificato il dono della vocazione alla vita verginale consacrata come una realtà del Paradiso, una ricchezza del Regno dei cieli, un anticipo in questo mondo della vita celeste, una incarnazione di vita angelica sulla terra…
       Ha ragione perciò sant’Ambrogio di esclamare: «La verginità che rende l’uomo simile agli Angeli è quel che vi ha di più bello nella natura umana. Ma nei vergini c’è qualcosa che non si trova negli Angeli: questi non hanno corpo, mentre nei vergini è proprio il corpo che diventa lo strumento del trionfo».
       È questa la realtà di grazia sublime della vita consacrata a Dio, della vita religiosa: le creature diventano «come gli Angeli di Dio nel cielo» (Mt 22,30). E questa angelicità noi la vediamo realmente splendere in figure come san Francesco d’Assisi, santa Chiara, sant’Antonio, santa Caterina, santa Bernardetta, santa Teresina, santa Gemma… Quanto «candore di luce eterna» (Sap 7,26) in queste figure di nostri fratelli e sorelle consacrati a Gesù!

       In più c’è da riflettere su di una realtà di grazia legata alla verginità consacrata: ossia, ogni anima vergine consacrandosi diventa «Sposa di Cristo». Gesù stesso si è chiamato Sposo delle vergini prudenti nella parabola delle dieci vergini (cf Mt 25,1ss). Il profeta Isaia scriveva già a suo tempo: «Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo Creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così per te gioirà il tuo Dio» (Is 62,5).
       Verginità e sponsalità divina, verginità e gioia divina, verginità e maternità spirituale: vanno tutte insieme. L’angelica santa Teresina scriveva con la sua solita grazia: «Essere tua sposa, Gesù..., essere, per l’unione con Te, madre delle anime». Quale incanto di amore celestiale nella vita di una vergine consacrata!

       Perciò chi ha il dono eccelso della vocazione religiosa non esiti a lasciare tutto per consacrarsi a Dio, per donarsi a Gesù in totalità di se stesso, con il cuore «indiviso», in santità «di corpo e di spirito» (1Cor 7,34).

 

Tu, giovane che leggi, entra nel tuo cuore, raccogliti in preghiera, ascolta, ascolta, ascolta...
Anche tu, proprio tu, puoi essere chiamato da Gesù.
Forse Gesù ti ha scelto, ti ha prediletto, ti chiama, ti sta chiamando – «vieni! seguimi!» (Mt 19,21) – ti sta facendo il dono più grande che ti renderà come un «Angelo di Dio nel cielo» (Mt 22,30).
Vorrai preferire alla sua chiamata le lusinghe di una creatura o dei beni terreni?
Non essere insensato.
Chi può amarti di più, il Creatore o la creatura?
Se Gesù ti chiama, avrai l’infinito bene nel tuo cuore, tua proprietà e ricchezza.