Le Suore Francescane dell’Immacolata formano un’unica famiglia religiosa con i Frati Francescani dell’Immacolata, per l’identità della Fondazione, l’identità della Regola, della Traccia e delle Costituzioni, l’identità del carisma e dello stile di vita evangelico.
       Le comunità dei Frati sono costituite da sacerdoti, chierici studenti, fratelli religiosi, novizi, postulanti. In tanta varietà, l’unità nell’ideale soprannaturale e nella spinta d’insieme verso la santificazione crea l’armonizzazione dei membri radunati in una sola famiglia.

        Sono comunità di formazione e centri di apostolato, con numerosi frati impegnati dentro e fuori, nei diversi compiti quotidiani. C’è il frate predicatore e il frate sacrista; c’è il frate portinaio e il frate che insegna teologia; c’è il frate meccanico e il frate cuoco; c’è il frate tipografo e il frate operatore della TV; c’è il frate catechista e il frate artista; c’è il frate organista e il frate “tuttofare”…
       Chi entra in una comunità dei Frati Francescani dell’Immacolata non tarda molto a comprendere che la vocazione è chiamata a seguire Gesù più da vicino, nella letizia della vita fraterna di povertà, obbedienza e castità.
       La presenza della Madonna, poi, Madre e Regina della comunità a Lei consacrata illimitatamente con il Voto mariano, serve magnificamente a creare un’atmosfera di famiglia che spesso incanta di dentro e di fuori.
       In sostanza, si può affermare che è sempre il richiamo alle cose forti che smuove gli animi dei giovani rimasti ardimentosi, ragazzi o ragazze che siano. La santità, le vette mistiche, i sacrifici eroici, le conquiste apostoliche: tutto questo appare luminoso dalla vita dei santi di ogni tempo, incarnazione viva di Gesù e del suo Vangelo. Ebbene, tutto questo colpisce i giovani che vogliono donarsi a Dio e li spinge alla ricerca di una forma di vita capace di far sprigionare le loro energie in slancio e audacia d’amore divino.
       La vita di san Francesco d’Assisi e dei Santi francescani, la vita di san Massimiliano M. Kolbe, in particolare, esercita oggi un fascino potente sui cuori giovani, desiderosi di compiere imprese spirituali e apostoliche. Nelle comunità dei Frati con il Voto mariano, si è provocati costantemente a seguire questa “traccia” eroica così alta e nobile.

SACERDOTE DI GESÙ?

      Se la vita religiosa è una vita angelica – «come gli Angeli di Dio nel cielo» (Mt 22,30) – la vita sacerdotale deve essere vita più che angelica, perché il Sacerdote ha il potere e la missione di compiere ciò che neppure gli Angeli possono fare. Dopo Dio, infatti, solo il Sacerdote ha il potere e la missione di trasformare il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Gesù, di rimettere i peccati ad ogni peccatore pentito.
       Con il Sacerdozio l’uomo supera ogni vertice di potere e di grandezza creata. Entra nell’increato, nel divino, nella stessa Persona divina di Gesù: diventa Gesù che transustanzia il pane e il vino, che toglie i  peccati da ogni anima, che ammaestra, guida e conduce a salvezza.
        Forse per questo il Sacerdote è venerato dallo stesso suo Angelo Custode, che sta alla sua sinistra anziché alla sua destra, e gli dà la precedenza, come ci assicura san Francesco di Sales. Il Sacerdote riproduce Gesù, continua e prolunga la stessa missione salvifica di Gesù, ha lo stesso destino pasquale di Gesù: crocifissione e risurrezione.
       Così parla Gesù ai suoi primi sacerdoti: «Venite, vi farò pescatori di uomini...» (Mt 4,19). «Come il Padre ha mandato Me, così Io mando voi» (Gv 20,21). «Prendete... questo è il mio Corpo... questo è il calice del mio Sangue» (Mt 26,26). «A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, a chi non li rimetterete non saranno rimessi» (Gv 20,23). «Andate, ammaestrate tutte le genti...» (Mt 28,19). «Chi ascolta voi, ascolta Me, chi disprezza voi, disprezza Me» (Lc 10,16). «Hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15,20). «Voi non siete di questo mondo, come Io non sono di questo mondo... Perciò il mondo vi odia...» (Gv 17,14; 15,19).
    Celebrare la Santa Messa, rimettere i peccati, donare il Corpo e Sangue di Gesù alle anime, spezzare il pane della Parola di Dio a ogni uomo: tutto ciò costituisce una missione di somma importanza per tutto il Corpo Mistico di Cristo. Anche l’ultimo e più sconosciuto Sacerdote della terra – come poteva apparire san Giovanni Maria Vianney, allorché si recò nel paesello di Ars – è artefice di opere prodigiose nel dispensare «i misteri divini» (1Cor 4,1), incrementando la vitalità delle membra del «Corpo di Cristo che è la Chiesa» (Col 1,24).
 

       Noi non possiamo che smarrirci se pensiamo alla realtà sovrumana del Sacerdozio. Possiamo forse intuirla riflettendo che san Francesco d’Assisi, tutto serafico e celestiale, non ebbe il coraggio di ricevere il Sacerdozio, e volle restare Diacono.
       È veramente doloroso constatare come tanti giovani disoccupati, invece, si consumano nell’infelicità e nell’ozio vagabondo, mentre potrebbero essere portatori di Dio agli uomini, degli uomini a Dio e di Dio a Dio.
    Leggiamo che cosa scriveva sul Sacerdozio, nel suo diario personale un santo Sacerdote, Don Giuseppe Canovai, nostro contemporaneo, morto a soli 34 anni: «Sento fremere, palpitare in me immenso, augusto, celeste, il potere del Sacerdozio; lo sento travalicare i limiti della mia anima, giungere fino ai cieli, cui dona la pace del perdono e la parola della vita, spingersi fino alle soglie della morte, ove salva nella effusione universale della misericordia crocifissa. Esso sboccia come un albero secolare che ha le sue chiome nei cieli, ai piedi della Croce dalle zolle bagnate dal sangue di Dio; e le anime redente lo rallegrano con le gioie della vita».


Giovane che leggi, rifletti. Mancano «operai nella messe».
Entra dentro di te. Prega, e ascolta, ascolta, ascolta il Signore.
Forse Egli ti chiama, ti ha scelto, ti vuole rendere
«sale della terra e luce del mondo»,ti vuol fare «pescatore di uomini»
Forse, meditando queste pagine, potrai sentirti dire nel cuore: «Il Maestro è qui e ti chiama».

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Frati Francescani dell’Immacolata Bosco ai Frati - 50037 San Pietro a Sieve (FI)

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Frati Francescani dell’Immacolata - Seminario Teologico - Sassoferrato (AN)

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