LA NOSTRA VITA

1. La vita di preghiera

   La preghiera, specialmente la preghiera in comune, è l’alimento primario e indispensabile della comunità delle Suore. In ogni Casa dell’Immacolata la preghiera comunitaria deve essere ben solida e ben curata. Sei ore al giorno di preghiera comunitaria sono la norma. S’inizia, ogni giorno, dalle prime ore del mattino (tra le quattro e le cinque). Il silenzio e il raccoglimento, poi, vengono salvaguardati dalla clausura e dall’esclusione di ciò che può introdurre il chiasso e le dissipazioni del mondo (la radio e la televisione).

2. La vita di povertà

   La povertà evangelica, che è povertà di spirito, deve essere vissuta dalle suore anche nella sua concretezza visibile nelle celle, nelle suppellettili, nel vestiario, negli strumenti da lavoro. Deve essere vissuta nell’insicurezza economica con l’esclusione di qualsiasi rendita fissa e di ciò che sia solo voluttuario. La vita di povertà va animata di fiducia illimitata nella divina Provvidenza e nella materna assistenza della Madonna, che non vengono mai meno. Fin dagli inizi dell’Istituto, nelle Case dell’Immacolata si cerca di mangiare solo ciò che manda la Provvidenza, senza acquisto di cibo..

3. La vita di penitenza

   La penitenza deve essere sia interiore, sia esteriore, vera e forte, come quella del Serafico Padre san Francesco e dei suoi figli migliori. La vita francescana non può essere tale se non è modellata sul Padre Serafico, «immagine perfettissima di Gesù Crocifisso», come lo chiama la Chiesa nella Liturgia.
   La penitenza della fedeltà pura alla vita comunitaria, la penitenza del dovere compiuto con ogni perfezione, la penitenza nelle forme francescane più caratteristiche e concrete - digiuno, piedi nudi, abito sempre indosso, capelli corti, niente vacanze né altri comfort: questa deve essere la penitenza vissuta nelle comunità dei Francescani dell'Immacolata.

4. La vita di apostolato

   Apostolato e lavoro devono impegnare le nostre energie senza riserve, per cooperare con lo zelo del Serafico Padre all’«edificazione del corpo di Cristo che è la Chiesa» (Ef 4,12). Alla scuola di san Massimiliano, che volle servirsi, per l’apostolato, di ogni mezzo grande o piccolo (stampe, radio, televisione, arte, cultura medaglia miracolosa, volantini, arte, cultura...), ogni suora è impegnata a donarsi all’apostolato attivo in ogni campo di lavoro apostolico e senza esclusione di mezzi, privilegiando, possibilmente, i mass-media, per affrettare l’avvento del Regno di Cristo nel mondo «attraverso l’Immacolata Mediatrice».