Vocazioni… vocazioni…

  Sulle basi solide di una vita religiosa attiva e contemplativa, povera e penitente, le comunità dei frati e delle suore Francescani dell’Immacolata crescono via via in numero di vocazioni e di attività apostoliche a raggio sempre più vasto, aperti all’evangeliz- zazione missionaria nelle terre degli infedeli di ogni continente.
  Verrebbe subito da chiedersi come mai molti giovani e ragazze chiedono di entrare nelle nostre comunità, da dove vengono questi giovani e che cosa li attragga particolarmente, sapendo bene che ai nostri tempi la crisi delle vocazioni religiose si fa sentire dolorosamente nella Chiesa soprattutto dell’Occidente.
  Rispondiamo subito e confessiamo candidamente che i nostri frati e suore non si sono mai affidati alle propagande vocazionali, anzi si può dire che ignorino tutte le cosiddette tecniche della pastorale vocazionale messe in atto da molti istituti maschili e femminili. Eppure, tra frati e suore, si è quasi in ottocento!

  Già fin dagli inizi, nella Casa Madre “Madonna del Buon Consiglio” alla spicciolata, di tanto in tanto, qualche giovane veniva a visitare i frati, chiedendo di condividere la stessa forma di vita. Una volta, più volte, e poi magari la decisione di entrare in comunità per sempre. E così sono venuti parecchi giovani, e anche alcuni meno giovani. Si accettano a uno, a due, o a tre per volta, per un po’ di giorni, in ogni periodo dell’anno.
  Condividendo in tutto la vita della comunità, di solito i giovani, con i frati, e le ragazze, con le suore, restano colpiti dalla vita comunitaria compatta e serena, dalla vita di preghiera intensa e raccolta, dalle austerità della penitenza, della povertà, del silenzio, pur tra le attività a ritmo serrato per i lavori interni e per l’apostolato nei vari campi di evangelizzazione (stampa, catechesi, emittente radio, stazione televisiva, animazione liturgica, assistenza ai gruppi, aiuto ai Parroci, attività caritativa...).